Hallelujah

La scrittura e composizione di una canzone passa attraverso varie fasi, prima ancora di passare attraverso le teste e i cuori dei vari musicisti che le eseguiranno.

Per ora queste (ed altre) canzoni alloggiano stabilmente nella testa, facendomi sentire chiaramente la loro armonia e il loro ritmo.

 

Poi però succede che, ad ogni tentativo di chiamarle fuori, di farle venire alla luce, si mettono di traverso, si nascondono e confondono.

Il lavoro sarà quindi quello di cercare gli 'strumenti' adatti a renderle cosa viva anche per gli altri. Se vorrete seguirmi in questo tentativo ne sarò lieto; questo sarà il nostro diario.

 

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Avanti popolo

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Grandi e piccoli manovali della piana del mondo, abili abili nel creare dal niente, nel pescare sul fondo. E dentro ai riflessi dei vetri, figuri sempre bene allineati a cambiare la socialdemocrazia in questo vivere in quiete. E questo nostro incedere lento non è che un grande quadro in movimento. Sabbia tra i pori e tra i denti, sabbia sopra e sotto ogni mistero, ballando ballando su un ritmo nervoso che oscilla leggero. Ballando ballando sui vostri isolotti di guerra, isolotti già dimenticati, ballando per voi che è sempre più facile rubare dentro ai supermercati. E questo nostro incedere a stento non è che un grande quadro in movimento, perciò… Avanti popolo alla riscosssa, con o senza retorica diamoci una mossa. Avanti popolo alla riscossa, non la sentite gridare sotto ai vostri piedi, non la vedete sanguinare questa terra percossa. Tutto si compia in completa onestà, nella fede e nell’unità mentre navighiamo come sorde sirene, come immobili statue della libertà e sorvoleremo angoli remoti con antichi cenni fatti con le man. Saluti da questo alberi inquieti scossi dalle radici ai rami. E questo nostro danzare al vento non è che un grande quadro in movimento, perciò… Avanti popolo alla riscosssa, con o senza retorica diamoci una mossa. Avanti popolo alla riscossa, non la sentite gridare sotto ai vostri piedi, non la vedete sanguinare, questa terra percossa

"Sempre , per sempre, dalla stessa parte mi troverai" (F.DeGregori). Perchè per me è la parte giusta. Perchè quell'altra è sbagliata. Perchè potrei anche cambiare idea, se solo fosse giusto. E anche oggi non lo è.

De fora ghè 'sta

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De fora ghè sta, de fora ghè sta luna luna alla finestra, luna de fa fortuna fortuna l’è a savè, ‘sta luna… ‘sta luna de induvè che l’è Oggi navighiamo i ricordi, alibi alibi messi su da zingari, oggi andiamo a navigare Noi che viviamo tra quelli, che hanno una vita stretta stretta tra la terra e il mare, oggi andiamo a navigare. Poi li vediamo partire con alle spalle remate, remate turistiche quelli che hanno da finire quel pezzo di rischio tra pianure e pianure fantastiche… oggi andiamo a navigare. De fora ghè sta, de fora ghè sta luna luna alla finestra, luna de fa fortuna fortuna l’è a savè, ‘sta luna… ‘sta luna de induvè che l’è Cieli da nessuna cometa, terre così poco italiane, oggi andiamo a navigare Siamo contrabbandieri e ci appoggiamo a un bicchiere oggi li possiamo sentire Ma il cielo fa segnali segreti e mentre in terra piove la prima neve, i piedi stanno a danzare La pioggia vada a farsi benedire il sole è meglio non starlo, non starlo ad aspettare E nella sera che si è fatta strada, nella sera… E nella sera che si è fatta strada.. e nella sera…

Sogno il mio Paese infine dignitoso e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa; di non sognare la nuovissima zelanda, per fuggire via da te, brianza velenosa " (L. Battisti).Ti vorrò più bene forse, un giorno o l'altro, e sarà per colpa mia, per come sarò invecchiato.

Rahimè

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Abito, in una terra libera dove c’è sempre aria e burrasca, quiete e tempesta. Giro e rigiro, dentro a un confine labile contando i passi: “Signor capitano, ‘Que pasa ?’ quando guardi lontano?’ Ma una nave, in partenza dal bordo del mare in un giorno di maggio, non sempre dispensa avventure, mica sempre è il coraggio che ci ha fatto salire sul ponte a guardare, la terra dal mare... stretti dentro la giacca a guardare la terra dal mare... col cuore lanciato oltre al porto..... Avanti, che il vento spinge forte stasera che le sirene stanno in coperta a mangiare e non cantano più Simulo, la calma piatta delle preghiere se non il mio, mi ascolti il tuo Dio che bisogno adesso ce n’è Ma una nave, è veloce è una figlia del vento che ti prende davvero solo quando è venuto il momento di salire su un ponte a guardare la terra dal mare, stretti dentro la giacca a guardare la terra dal mare, col cuore lanciato oltre il porto... Io abito, a due passi dal mare che stanotte è veglia e preghiera e abisso da attraversare Giro e rigiro, al confine preciso del male che è solo suoni e parole, musica e incenso bruciato a Natale.

1° classe, 2° classe, 3° classe e poi i disoccupati, gli extracomunitari, gli albanesi, gli slavi.. anche gli slavi, eh già.." (G. Gaber). Abito per caso in una casa, in una bella famiglia, in unPaese occidentale ricco e in pace. Mi domando secondo quale misterioso criterio vengono distribuiti i talenti.

Il portalettere

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In pochi cuori io, sono passato attento a consegnar, speranze e desideri, lacrime e pensieri, lettere d'amor Aprir le porte mute, rinchiuderle alle spalle nel soffio di un rumore, miraggi frecce acute nel sole sulla pelle di donne a riposar. Ambito il tempo speso a pedalar le mie salite e le discese ardite all’ombra dei quercieti Riposa tu, che poi semmai dovessimo incontrarci tu che di là prosegui, io che potri fermarmi… sarebbe come troppo cibo messo per sfamarci. E a regalarci il dolce mio pensare e la mia attesa, parole messe in fila, perchè stiano insieme Che io non sò annerire dentro al bordo della vita spedite espressamente dalla cima verso il fondo Ma io non posso far di meglio che inseguire messaggi in cartolina destinazioni ignote o conosciute E le disgrazie o i paesaggi o quel che c’è conoscono bene le mie mani e i miei piedi, come i miei occhi conoscono te. C’è il dolce mio destino, amore mio, da completare fiore del mio giardino, che sbatti le lenzuola ogni mattino, quando il rintocco risuona. Conosco le tue gambe Conosco il tuo cammino e tutto questo, il mio cuore perdona.

Conservo gelosamente il ricordo di un grande attore, anche comico, che ha lasciato un'impronta immortale vestendo i panni di un portalettere. Io l'ho visto pedalare nella zona dei Murneè e consegnare lettere nella corte dei Gustoela.

Dolce Palestina

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Io sono entrato, dolce Palestina sono arrivato, aria che cammina e ne uscirò vivo in silenzio soffio e respiro… assenza Sono entrato dolce Palestina come tu sei entrata in me tu come miele offerto tu acqua nel deserto Stella immaginata mi hai incantato. Palestina, dolce terra abbi cura dei tuoi figli Dolce culla dell’Amore aspetta il mio ritorno come io attendo il giorno in cui il sole ci sorprenderà stretti, abbracciati persi uno nell’altro ma finalmente, uno nell’altro uniti

Tempo della pena

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Delle radici spezzate, costrette invischiate A tener la direzione, la barra ed il timone. Che ad ogni spinta del vento si imbarca Che ad ogni onda del mare si infranga. Di tempo e di modo, istinto e mestiere Di linfa sottile si vive, si ascolta e si scrive. Ma non è tempo di sabbia e tempesta E non è tempo ancora di rialzare la testa E si rimane in attesa se nel guardare si possa intravedere a distanza, la fine del viaggio il mondo che avanza E si rimane in attesa assomiglianti a guardare Insieme la stessa scena, attendendo di grazia la fine... di questo tempo di pena. Siamo dei passi leggeri, cattivi pensieri Fortuna clandestina, urlo come di fiume in piena Che ad ogni argine è solo un passaggio Ed ogni sogno è sospeso alla fine di questo miraggio E si rimane in attesa se nel guardare si possa intravedere a distanza, la fine del viaggio il mondo che avanza E si rimane in attesa assomiglianti a guardare Insieme la stessa scena, attendendo di grazia la fine... di questo tempo di pena.

La televisiun la g'ha na forza de leun, la televisiun la g'ha paura de nisun, la televisiun la t'endurmenta 'me un cuiun" (E. Jannacci). Siamo gli smemorati testimoni di un passato che non ricordiamo più. Gli entusiastici ottimissti della professione dei ciula.

L'astronauta

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Non è diverso stare all’universo a guardare fuori, da una finestra chiusa. E’ solo brivido alla schiena è solo stare alla catena mentre fuori, spinge il fuoco. Non è così per tutti? Ma quello che ora metti via ti servirà domani, e così sia. Padre non ti vedo adesso neanche se ci credo, da questa feritoia. Non c’è che luce e buio, buio e luce e buio, nè alba e neanche aurora. Ma sveglio io ci resto. Anche in mezzo al nulla aspetto il mio domani, e così sia. Madre voglio volare, voglio scivolare da questo cielo di fumo e petrolio illuminato alla bell’e meglio da milioni e milioni di stelle che girano con me Madre voglio volare, voglio naufragare precipitando all’indietro volando fin nelle viscere di questo mondo che non ha neanche un briciolo di fondo da cui tornare su. Recitato: “Amore mio, tutto quello che senti nel vuoto è soltanto la vita,che si incaglia e si scaglia come scintilla nel cosmo. Mentre qui puoi sentire passare in un lampo il fruscìo disarmante del nulla che passando fa un canto di velo notturno posato sul mondo. “Amore mio, sotto i piedi ho la vita e la morte, e sopra il capo soltanto il buon Dio che mi sfugge e rifugge il mio faro puntato al di là delle stelle a far luce ai miei piedi, alla vita e alla morte di riflesso sul mondoper finire sfinito ai tuoi occhi.

A un passo dall'infinito tornai in me, mi ritrovai piccolo e appena partito; proprio all'inizio di tutto.

Mezzaluna

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Mezzaluna sei tu, che mi appari stasera alla porta socchiusa, misteriosa luna chiara. Dove porti con te l’altra parte di me ? oltre il bordo del cielo a vedere se… è arrivato l’amore se l’amore non c’è…. come nelle canzoni in cui si parla di te. Dolce luna a metà che mi spezzi il respiro mentre un'altro chissà se ha rubato un sospiro che di un niente si vive e di amore si sta… a guardare la luna questa luna a metà. che di amore si muore e si vive a metà… e di te, dolce luna, vorrei l’altra metà e di te mezzaluna, sogno l’altra metà.

Per come ho sempre immaginato l'amore infinito di due innamorati, la luna posa sullo sfondo sorniona testimone di temporanee parole d'amore. C'è tempo per tutto in quelle notti di luna a metà

Scultum 'mme

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Scultum’ mme

Certo di trovarti in cima, oppure sotto al mare. Vengono a cercarti amore mio, che sei mio lenimento. Da queste parti spira a volte, un freddo vento. E spesso il cielo capovolge, acqua e neve in un momento. Ma io che qui cammino e in te mi trovo ad ascoltare. Non posso fare a meno di provare quel che sento. Scultum…. Scultum ‘ mme Apro braccia e cuore, come un servo ad un Signore. E resterò in attesa amore mio, che sei la mia speranza Per quando finiremo alla rinfusa, e in abbondanza e avvolgeremo i nostri corpi, acqua e neve, in una danza. Volgendo come volge il disperato, al freddo riscoprir della sua assenza Per poi contar le inutili decine, del tempo che ci avanza. Ma io che qui cammino e in te mi trovo ad ascoltare. Non posso fare a meno di provare quel che sento. Scultum…. Scultum ‘ mme .

introduzione con “Agios o Theos” dei monaci ortodossi http://www.youtube.com/watch?v=V9HWu2C6cU4
A Camaldoli ho dialogato con le forze della natura nella veglia pasquale, non ho saputo che assorbire in piena faccia la potenza della parola, non ho saputo che resistere all'uragano della resurrezione; ho urlato un urlo di silenzio: ed era tutto così normale.

Il prigioniero

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Rombando e stridendo, passarono i carri e i vecchi in posa come tanti somari E le bandiere battevano al vento e le ragazze ... il tempo. Così scese la pioggia e la neve sulle strade con il rumore che suonano i soldati quando, passando e passando, violentano le vie dammi le mani amore adesso, prendi le mie dammi le mani amore adesso, e prendi le mie. Non posso stare fermo che il freddo mi abbraccia non posso muovermi cercano la mia faccia sto come preda rinchiusa al pavimento l’orecchio teso al rumore delle bandiere al vento che non sento, che non sento. Rombando e stridendo passarono i carri sulle strade di sasso diretti alla frontiera non avremo più tempo amore non avremo più giorni non avremo più notti amore, mai più ritorni. Ma io vado lo stesso, con la pioggia e la neve ed il rumore dei passi in cui credo, che non sentirai vedrai il buio della mia schiena, perdersi nell’oscurità e la paura che abbiamo al cuore, invisibile sarà e la paura del nostro amore, indivisibile sarà. Non posso stare fermo che il freddo mi abbraccia non posso muovermi cercano la mia faccia sto come preda rinchiusa al pavimento l’orecchio teso al rumore delle bandiere al vento che non sento, che non sento.

Che un uomo provi piacere nel marciare in riga sulle cadenze di una banda è quanto basta per meritargli il mio disprezzo" (A. Einstein). Ho provato la simulazione di quella sciocchezza che è la guerra durante la naja. Non si sopporta la guerra, non la si sopravvive. La guerra si muore o si vive.

Cerca di essere felice

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Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta E ricordati quanta pace può esserci nel silenzio Per quanto ti è possibile, senza doverti abbassare Sii in pace con tutte le persone, con tutti gli animali. Dì la verità con calma e con chiarezza fermati ad ascoltare gli altri anche i noiosi, anche gli ignoranti Per quanto ti è possibile senza doverti abbassare resta ad ascoltare loro hanno una storia da raccontare. Tu sei figlio dell’universo così come le stelle E che ti sia chiaro oppure no l’Universo sei. Con tutti i tuoi sogni infranti con tutti i suoi inganni E questi lavori ingrati il mondo è ancora lì. Perciò fai attenzione ‘cerca di essere felice’.

testo tradizionale trovato nell'antica chiesa di S. Paolo, Baltimora, 1692. Trad. di E. Orofino, rivisitato da me